Incredibile ma vero, è proprio così: la password più utilizzata al mondo nell’anno appena conclusosi è stata la semplice sequenza di numeri “123456”. A dispetto di tutte le raccomandazioni degli esperti, la maggior parte degli utenti del web non ha utilizzato alcun complicato codice alfanumerico per proteggere i dati personali. Sembra che siano molti, dunque, coloro che pensano che una password basata sulla semplicità rappresenti la scelta più sicura. Più probabilmente però si tratta, in realtà, di una scelta legata alla paura di non ricordare la propria chiave di accesso, nonché un sistema per sopperire alla scarsa memoria. Quest’ipotesi sembra essere sostenuta dal fatto che al secondo posto della singolarissima classifica si colloca proprio la parola “password” e al terzo troviamo niente di meno che “12345” che ha scansato “qwerty” dal podio.

A stilare l’elenco che ci informa sulle password più utilizzate nel 2014 è stata l’azienda Splashdata che ha ‘hackerato’ circa 3,3 milioni di parole chiave e le ha poi rese pubbliche. Nella “Top 25” poche sono le novità rispetto alla rilevazione del 2013, tra cui l’uso dei nomi di supereroi come Batman e Superman, e la combinazione, considerata poco sicura, “696969”. Esce invece dalla classifica, senza un pizzico di rammarico da parte dei più romantici, la frase “iloveyou”.

Splashdata sottolinea che anche nel 2014, così come negli anni passati, le combinazioni numeriche molto semplici rimangono quelle in assoluto preferite dagli utenti: esse occupano nove delle prime venticinque posizioni. Come sottolinea Mark Burnett, uno degli autori della ricerca, un panorama di questo tipo rappresenta sicuramente un allarme per la sicurezza, tanto più dopo aver notato che le chiavi di accesso utilizzate lo scorso anno sono per la maggior parte le stesse utilizzate negli anni precedenti. La buona notizia è rappresentata dal fatto che molti più utenti sembra stiano cominciando finalmente ad evitare di usarle. Nel 2014, infatti, solo il 2,2% del campione di utenti preso in considerazione ha utilizzato le password presenti nella “Top 25”, un numero ancora alto ma comunque il più basso in assoluto rispetto agli ultimi anni.