Sono stati presentati durante l’evento Windows 10 e si tratta di un’innovazione senza confronto, tant’è vero che oltre all’interesse degli utenti gli HoloLens hanno suscitato l’interesse dei principali protagonisti del mondo dell’industria come Peter Molyneux, Brendan IribePalmer Luckey, fondatore di Oculus VR. Microsoft, che ha definito gli HoloLens come il primo computer olografico indipendente al mondo.

Con HoloLens gli ologrammi entrano nella vita di tutti i giorni. Draghi volanti, panorama, tastiere virtuali su schermi immateriali. Sembra fantascienza e invece è la realtà aumentata che si spalanca nel vostro appartamento.

Microsoft-HoloLens-PivotPoint-RGBLa tecnologia prevede l’uso di un visore grazie al quale si possono vedere ologrammi nell’area circostante, applicazioni, giochi e molto altro (come per esempio le videochiamate Skype). Niente cavi, telefoni, né connessione a un Pc. Gli HoloLens si indossano come un paio di occhiali e permettono agli ologrammi di sovrapporsi al mondo reale. Un casco per la realtà aumentata in cui l’ambiente circostante prende vita grazie a una serie di API che Microsoft chiama Windows Holographic. Un progetto, dunque, più simile a Google Glass che a Oculus Rift (vale a dire che HoloLens non dovrebbe pestare i piedi alla realtà virtuale nell’ambito dell’intrattenimento): «Siamo sempre affascinati dagli annunci delle nuove tecnologie ed è stato fantastico vedere da vicino all’opera il visore olografico di Microsoft – ha detto Cevat Yerli, CEO e presidente di Criytek – siamo rimasti impressionati dalla presentazione di HoloLens e non vediamo l’ora di verificare come CryEngine possa combinarsi con questo dispositivo così innovativo».

Alexander Berhendahl, CEO di Poppermost la software house che sta creando un gioco di sci per Oculus, invece, teme che realizzare videogames per HoloLens «sia ancotra più complesso che realizzare videogiochi per la realtà virtuale. Quando crei un gioco per la realtà virtuale hai comunque il punto di riferimento dello schermo, ma nel caso della realtà aumentata… Anche questo non c’è più. Ogni utente potrebbe infatti essere circondato da cose diverse a seconda dell’ambiente in cui trova e dunque bisogna valutare come ciascuno di questi oggetti possa interagire con la realtà aumentata. Sono convinto però che gli sviluppatori di videogiochi in poco tempo potranno creare ottimi giochi. Giochi che un tempo non erano possibili».

Alla sua voce si aggiunge quella di Patrick O’Luanaigh, CEO di nDreams una delle società che maggiormente ha contribuito su PlayStation Home di Sony e che adesso sta sviluppando un videgioco per Oculus Rift: «Questo dispositivo darà il meglio di sé con quelle applicazioni che combinano la realtà a tutti quei mondi che è possibile generare con il computer. Desidero far parte del lancio di HoloLens come di quello di altri dispositivi di realtà virtuale o aumentata».

Unica voce fuori dal coro, fra quelle dei principali rappresentanti del mondo dell’intrattenimento è Peter Molyneux, fondatore della sua 22 Cans dopo un brutto divorzio da Microsoft e Lionhead Studios: «Microsoft rischia di cadere nello stesso errore fatto con la Kinect. Vale a dire, esagerare con le promesse. Il timore è quello che una volta provato il dispositivo non si rimarrà così sconvolti come si potrebbe immaginare».