Si vociferava da un po’ che i rapporti fra Andy Rubin (fondatore di Android Inc. nel 2003, insieme a Rich Miner, Nick Sears e Chris White) e Google che la acquisì nel 2005 decretandone il successo planetario odierno fossero tesi, per non dire che fossero proprio giunti ai ferri corti. E infatti, venerdì scorso, il Wall Street Journal ha dato notizia che Rubin ha lasciato definitivamente Google a favore di una nuova startup hardware. A darne l’annuncio, Larry Page, amministratore delegato di Google

In realtà non è la prima volta che Andy lascia la guida di Android. Già all’inizio del 2013, infatti, il suo posto era stato preso da Sundar Pichai… La giustificazione che lo stesso Rubin aveva dato erano legate al fatto che la piattaforma «ormai matura» non rappresentava più la sfida che aveva incarnato fino a quel momento; diversamente dai progetti (i robot) cui Rubin cominciò a dedicarsi all’interno della divisione Google X. Ma le malelingue avevano sospettato che in realtà ci fosse dell’altro. Adesso, e forse non a caso, alcune fonti riportano contenziosi sulla mancanza di libertà di Rubin proprio nella gestione della divisione robotica di Google. Secondo queste stesse fonti, il posto finora ricoperto da Andy sarà occupato da James Kuffner (già precedentemente in Mountain View).

Dal canto suo Andy Rubin smentisce le voci con una mail di risposta al Wall Street Journal: «Larry Page ha permesso alla divisione robotica di funzionare esattamente come volevo e abbiamo fatto grandi progressi nel nostro primo anno» e aggiunge anche di non avere «mai avuto problemi con l’indipendenza» e di aver voluto cercare altre strade per ragioni e ambizioni personali. E nemmeno Page non mostra risentimento, visto che augura a Rubin «tutto il meglio per ciò che verrà. Con Android ha creato qualcosa di semplicemente fantastico, con più di un miliardo di utenti felici. Grazie».

Nel frattempo, Sundar Pichai (sviluppatore di Chrome) scala velocemente i gradini della gerarchia di Google (tanto che si ipotizza che possa sostituire in futuro Larry Page, nel suo ruolo di Ceo, quando questi deciderà di lasciare il timone dell’azienda). Per ora è certo che Pichai presiederà un numero sempre maggiore di prodotti Google: ricerca online, mappe, Google+, commercio, advertising e infrastruttura… Anche per permettere a Larry Page di concentrarsi sulla strategia a lungo termine di un’azienda che ha superato i 50 milardi di dollari di fatturato. Del resto, Android sta colonizzando parecchi ambiti di mercato: dagli wearable, agli smartphone low-cost in India e nei mercati emergenti, tablet.

Adesso c’è solo da stare a guardare cosa si inventerà Andy.