«Internet è un diritto dell’uomo». A dirlo sono i risultati di una ricerca che mostrano che secondo ben l’80% degli italiani l’accesso economico a internet dovrebbe essere un diritto. L’indagine – compiuta da Ipsos in 24 Paesi, per il “Global Survey on Internet Security and Trust” di Cigi (Centre for international Governance Innovation), e presentata qualche giorno fa in Canada – definisce il web importante per lo svago (80%) e per il futuro economico (63%).

Gli italiani sono i cittadini del mondo meno preoccupati sul tema privacy online: il 55% di italiani infatti si definisce preoccupato a riguardo, contro il 64% a livello globale. La punta massima di preoccupazione sul tema si tocca in America Latina (81%) mentre quella minima in Europa (51%). Infine, la censura web preoccupa il 64% del campione (in testa i messicani con l’87% e in coda gli svedesi con il 37%).

Secondo i risultati del sondaggio – condotto in 24 Paesi tra cui Australia, Brasile, Canada, Cina, Egitto, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Giappone, Turchia e Stati Uniti – due terzi degli utenti internet sono più preoccupati oggi del destino dei loro dati online rispetto a un anno fa. Non a caso, infatti il 69% degli italiani teme il furto dei dati bancari e il 71% dei dati personali. Numeri che nel dettaglio – di hacking dei conti bancari, furto di informazioni personali (come messaggi privati e foto), e monitoraggio della propria attività online per scopi commerciali (senza consenso esplicito) – a a livello globale, si tramutano rispettivamente in un 78% , 77% e 74%: «I risultati di questa indagine – ha affermato Fen Hampson, responsabile del  Global Security & Politics Program di CIGI – sottolineano drammaticamente che i timori per sicurezza si sono spostati dal mondo fisico quello virtuale. C’è un profondo deficit di fiducia verso Internet con le persone in tutto il mondo sempre più preoccupate che le loro identità online e le loro comunicazioni siano compromesse o rubate da coloro che operano nei meandri oscuri di Internet».

A guardare i dati a livello globale, comunque, ci sono altri numeri che possono essere analizzati per stimolare nuove riflessioni sull’argomento. Se sono 8 italiani su 10 a considerare internet un diritto (anche in tema di libertà di espressione e accesso alle informazioni), a livello globale questa percentuale sale all’83%, ma la cifra, in Paesi come Africa e Medio Oriente, sale ancora di più sfiorando il 97%.