Le connessioni mobili sulla Terra hanno superato il numero di abitanti. Sul nostro pianeta sono più numerosi i dispositivi mobili connessi a reti cellulari che gli esseri umani. Una notizia choc riferita da due contatori on line che monitorano costantemente i due fenomeni: da una parte Worldmeters, che tiene traccia delle nascite e delle morti che avvengono sulla Terra e segna 7,273 miliardi di persone, dall’altra il sito di Gsma, l’associazione che riunisce gli operatori mobili delle telecomunicazioni, che segna 7,279 miliardi di connessioni mobili.

La questione diventa ancora più inquietante se si considera che il fatto che al numero di connessioni mobili non corrisponde una penetrazione uniforme dei dispositivi mobili, distribuita su tutta la popolazione. Nonostante gli sforzi di Google e Facebook, il digital divide globale è ancora molto presente. Se vogliamo davvero essere a conoscenza di come stanno realmente le cose, bisogna pensare ad un mondo non omogeneo, in cui ad una minoranza di utenti pluri-accessoriati e benestanti si affianca una maggioranza che vive totalmente “sconnessa” dalla Rete. Superfluo dire che in Occidente, nonché nei Paesi ricchi, un singolo utente risulta aver sottoscritto più abbonamenti e possedere più dispositivi.

Il dato di base su cui bisogna comunque concentrare maggiormente l’attenzione è che la rete mobile è ormai affollata da miliardi di oggetti, non a caso si parla di “Internet of Things”, o IoT (una nuova evoluzione della Rete, nella quale tutti gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi, acquisendo in questo modo un ruolo attivo).

L’agenzia di ricerca Gartner prevede che tra un anno gli oggetti connessi saranno 4,9 miliardi, in crescita del 30% rispetto al 2014. Tra cinque anni, nel 2020, il cosiddetto “Internet of Things” sarà popolato da 25 miliardi di oggetti, ovvero più del triplo della popolazione mondiale. Il dato di Gartner (più basso perché non tiene conto della tecnologia M2M, ovvero Mobile to Mobile, che riguarda le comunicazioni non terrestri) è molto interessante perché individua anche i settori e i relativi giri d’affari. Secondo gi analisti i servizi legati all’IoT si aggirano sui 70 miliardi di dollari circa (saranno 263 per il 2020). Il settore trainante sarà quello delle applicazioni relative al mercato consumer. Nello specifico i 2,9 miliardi di oggetti connessi alla Rete saliranno a 13 miliardi nel 2020.

In vista di queste previsioni, e considerando che i dispositivi connessi già oggi si rivelano fondamentali nella gestione delle reti, è innegabile che relativamente alla banda larga occorrerà trovare al più presto nuovi standard ed una regolamentazione minima per ordinare il traffico dei dispositivi stessi.